Pensieri, poesie e riflessioni.

Percorsi di vita.

Ho scavalcato
montagne altissime
schivando
precipizi e valanghe,
ho camminato
nella fitta nebbia
nelle fredde
giornate d’inverno,
ho navigato
in acque burrascose
e ho temuto di sprofondare
nei profondi abissi del mare,
ho attraversato vasti deserti
con impressionanti
tempeste di sabbia.

Ho navigato in acque calme
e ho camminato
su giardini fioriti
ho ammirato albe e tramonti
e ho assaporato
la quiete appagante
nei giorni
gioiosi e sereni.

Sono spesso caduta
in ginocchio
riportando ferite dolenti,
ho curato ogni mia ferita
e ho implorato l’aiuto divino.

Mio Gesù in te confido…

Fa sì che i miei passi siano lievi
che calpestino sentieri soavi
circondati da prati fioriti
che sprigionano dolci fragranze,
che i venti diventino brezza
che i deserti si riempan di vita
che il mio cuore continui a gioire
e la mia mente continui a sognare.

Confido in te mio Gesù.

Insegnami il vero cammino
per salire
sulle irte montagne
senza fatica né affanno,
donami remi leggeri
per remare nei mari più ostili
e nel deserto rovente e arido
che ci siano oasi fertili
che offrano riparo sicuro
e dissetino la mia avida sete.

Confido in te mio Gesù…
Dona serenità al mio cuore.

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Ho scavalcato montagne altissime, ho navigato in acque burrascose, ho attraversato un deserto arido e ostile.

Non è stato facile il mio percorso.

Dalla diagnosi nel novembre del 2010 ne sono passati un bel po’ di anni. Non pensavo di sopravvivere tutti questi anni perché quando si scopre di essere malati di cancro qualcosa ci dice che siamo già condannati a morire.

Forse perché abbiamo visto morire molte persone di questa orrenda malattia.

Il mio percorso è stato lungo e faticoso. Tre interventi, una chemioterapia pesante e delle sedute di radioterapia.
L’11 settembre di quasi cinque anni fa, quando pensavo di essere uscita dall’inferno del cancro, mi crolla di nuovo il mondo addosso, ero diventata metastatica dopo così poco tempo dalla diagnosi.

Il cancro si era adagiato comodamente e indisturbato nel mio fegato.

Qualcuno può anche dirmi che se facevo prevenzione non mi sarebbe successo…Ma io ho sempre fatto prevenzione!

A volte il bastardo del cancro è troppo bastardo ed estende i suoi tentacoli rapidamente cercando di colonizzare più in fretta possibile un corpo che fino a poco tempo prima era solo tuo.
Io non sono stata molto fortunata.

Dopo una prima metastasi epatica, dopo mesi di chemioterapici e una termoablazione ho iniziato a navigare in acque calme e ho avuto un’agognato periodo di calma.

Nel 2015 una nuova mazzata con la diagnosi di metastasi ossee e di nuovo ho affrontato una terribile tempesta e ho temuto di affondare nei profondi abissi dell’oceano.
Ed è iniziata una nuova ed estenuante battaglia utilizzando nuove armi…

Che fatica combattere in prima linea!

E di nuovo un breve periodo tranquillo, ma è durato troppo poco…

Mi ritrovo a combattere un mostro che non mi da tregua…e mi ritrovo a navigare di nuovo in acque burrascose e ho paura che la mia barca affondi nei profondi abissi marini…

Non sono una vincente ma una combattente e combatterò fino all’ultimo.

Io non guarirò…a meno che la scienza non tiri fuori un asso dalla manica e come per magia il mio cancro ribelle rimane stecchito con la miracolosa e magica pozione.

Il cancro…

Perfido, malefico
mutante e resistente,
il mostro affonda
le sue radici,
si espande…
si nutre
della tua linfa
vitale.

Barcolli nel buio
e tetro tunnel,
tua prigione
e lotti per liberarti
della sua
gelida morsa…
per annientarlo.

Lotti con tutte le forze.

E nel frattempo
fiducioso speri
che ci siano ancora
tanti giorni da vivere
e molte altre battaglie
da combattere.

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Una nuova battaglia…

La mia anima in lutto per la mia cara amica Stefania, vittima del cancro… il peso di una malattia in progressione…

Non è facile rimanere in piedi.

La forza per rialzarmi e andare avanti deve sbocciare dentro di me come un bellissimo fiore profumato e anche stavolta mi risolleverò e mi rimetterò in piedi, nonostante il dolore e le incertezze…

‘Ci saranno ancora tanti giorni da vivere e altre battaglie da vincere’, mi sussurra la mia vocina interiore. ‘Ti risolleverai e andrai avanti nella tua lotta contro il malefico cancro.’

 

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Ci siamo sforzate sempre a pensare positivo, coscienti però che il mostro riesce a fare delle vere stragi.

La paura non ci mollava ma ci aggrappavamo sempre alla speranza e pensavamo ai nuovi farmaci che mano a mano venivano approvati. Ma la ricerca fa piccoli passi e il mostro è veloce, perfido, mutante e resistente.

E’ il peggior mostro dei nostri tempi.

Sono addolorata Stefania, tu volevi solo vivere…

Gesù ti accompagni in questo duro distacco terreno e ti accolga nel suo regno dove finalmente troverai la serenità che ti meriti.

La vita a volte è cosi ingiusta e la morte è la nostra unica ancora di salvezza…

Ti porterò nel cuore cara amica  

 

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Alcuni chiacchierando del più e del meno rispondono alla banale domanda

‘Tu di che segno sei?’

Del Cancro! Un bel segno zodiacale…

Io invece con questa parola ho un rapporto meno piacevole, per me non è solo una parola ma un vero strazio, una malattia che ormai è diventata parte di me.

Il cancro è un mostro crudele che a volte sonnecchia per un po’ ma poi con un ruggito feroce mi fa palesemente capire che ormai si è svegliato ed è pronto alla conquista di nuovi spazi…i miei spazi vitali.

Dopo una diagnosi di cancro ci si chiede: ‘Perché è successo a me?’

Alcuni si rispondono da sé a questa domanda…’E perché non a me!’

Ebbene, sono stata una eletta dal fato a portare un fardello troppo pesante, una eletta alla sofferenza, a portare una croce troppo pesante e non sempre riesco a rimanere in piedi. A momenti cado in ginocchio e mi trascino con fatica senza forza e con lo sguardo perso nel vuoto.

La diagnosi di un tumore è sconvolgente, iniziano dei percorsi obbligati per scrollarsi di dosso un nemico spietato affamato della tua linfa vitale.

E quando pensi di aver raggiunto l’obiettivo finale di un recupero del proprio corpo e della propria vita, può succedere che di nuovo senza chiedere permesso te lo ritrovi comodamente adagiato in un territorio che fino a poco prima era esclusivamente tuo. Affamato, tremendamente affamato.

Oh mio Dio!!!!! Urli guardando al cielo…’Stavolta è davvero finita, non ho scampo, il mostro è tornato per ingoiare i miei sogni, per divorare ogni parte di me…’

E si torna a combattere…

Una, due, tre volte…e tutte le volte necessarie per riaddormentarlo per un po’ e riparare i danni che provoca nel proprio corpo.
*
I segni del suo risveglio li ho già percepiti circa un anno fa. Il mostro lasciava segni tangibili della sua presenza… Ed io cercavo di monitorare questi segni, regolarmente, cercando di capire…di capire che razza di mostro era diventato dopo questo suo risveglio.
Pian pianino ha preso forza e il suo appetito man mano è diventato insaziabile.

Controlli…altri controlli…e da una stabilità, dopo un mese mi sono ritrovata, per la quarta volta, con una diagnosi che ha fatto sprofondare il terreno già scivoloso sotto i miei piedi, facendomi precipitare di nuovo nel grigio tunnel della paura e delle incertezze.

In questi anni la paura è stata e sarà sempre una costante della mia vita.

E chi non avrebbe paura di convivere con un cancro metastatico?

Io non posso negare che ho paura…molta paura. Ho paura del dolore, ho paura della morte…

*
Io amo la vita…questa mia vita che non è stata per niente facile…

*

Il mio oggi lo posso definire ‘destabilizzante’ e il mio domani un ‘incertezza’

Un nuovo viaggio della speranza…chissà cosa ne verrà fuori…

Una nuova chemioterapia per bastonare il bastardo che ruggisce come un leone affamato appena uscito dalla sua tana.

E la mia vita nuovamente scossa…

Ho paura…molta paura.

Sulle ali del destino

Stanca di remare
controcorrente
nelle rapide acque
di un fiume in piena…

Stanca di percorrere
sentieri scoscesi
intricati di spine
in un bosco cupo e ostile.

Sono stanca di barcollare
nella nebbia…
mentre cerco di scorgere
i tenui raggi
di un sole morente.

Rimango immobile
e mi cullo nel silenzio,
un silenzio assordante
che pervade il tutto.
Chiudo gli occhi
e inizio a sognare…
sogno un mondo
dove regna la quiete,
senza sofferenza
senza paura.
Nei miei sogni
non voglio remare
controcorrente
ne salire
sui faticosi sentieri
intricati di spine…

Rimango immobile e
mi crogiolo nei miei pensieri
assaporando l’inerzia,
sarà il destino
che guiderà i miei passi.

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